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Lasciate le auto al bordo della strada poco prima di Forca d'Acero,
prendiamo la traccia di sentiero che si inoltra nel bosco e che sale
in direzione di M. Panico.

Prima che
il sentiero segnato cominci a scendere, lo lasciamo e continuiamo a
salire in diagonale sulla destra per portarci fuori dal bosco, alla
base del Panico.
Usciti dal bosco la salita si fa molto ripida ma
l'aria frizzante ed il sole non ci fanno sentire la fatica.

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Mentre saliamo
possiamo ammirare lo splendido panorama che ci circonda. Alle nostre
spalle si vede Pescasseroli e tutta la catena delle cime più
importanti del Parco.

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Continuando a salire, passiamo vicino le paratie sistemate per
evitare la formazione di valanghe
Arrivati sulla vetta, ci fermiamo per riposare ed ammirare il
paesaggio circostante

Superato M. Panico, continuiamo lungo il crinale verso M. San
Nicola.


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Il crinale è un continuo
saliscendi di piccoli rilievi. Al di sotto di uno di questi ecco che
vediamo alcuni camosci al pascolo; anche loro ci vedono e lentamente
si allontanano.



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Continuiamo a percorrere il
crinale fino ad arrivare a M. San Nicola da dove scendiamo per
raggiungere il sentiero che ci deve riportare a Valle Inguagnera.


Raggiunto il sentiero di discesa, ci fermiamo al primo avvallamento
per mettere sotto i denti qualcosa e per riposarci.
Riposatici a sufficienza, ci prepariamo per ripartire; nel frattempo
ci raggiungono alcuni escursionisti provenienti da Opi che si uniscono
a noi per la foto ricordo

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Il sentiero scende prima tra
grosse rocce e poi con
una serie di tornanti arriva al fondovalle. Passiamo tra resti di
antichi stazzi che testimoniano come questa valle era molto
frequentata dai pastori.
Il sentiero ci porta a raggiungere la strada per Forca d'Acero molto
prima del punto di partenza, ma dove, con previdenza, avevamo
lasciato un'auto.



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